In questo periodo la geopolitica si muove a ritmi forsennati, con notizie sui cali dei consumi alternati alla logica di nuovi mercati lasciano tanti senza risposte.
I mercati emergenti, proprio quelli che sembravano impossibili, come gli asiatici e i mercati del sud America sono diventanti invece punti di riferimento e di espansione, senza sottovalutare il continente africano che con la sua richiesta di vino europeo crea nuove opportunità di sviluppo.
L’annosa questione del Mercosur, con opinioni contrastanti e visioni di mercato diverse che bloccano lo scambio dei prodotti, ma nello stesso tempo risulta essere una grande opportunità economica a livello globale per i vini.
Ritengo che l’apertura di scambio porterà davvero tanti vini del sud America in Europa, sicuramente a prezzi competitivi, ma rappresenterà una minima parte sul mercato mentre l’altra parte della medaglia ci regala l’opportunità di mercati enormi che vedono crescere la voglia di bere specialmente vino europeo.
I mercati Asiatici, invece sono curiosi, intraprendenti, con tanta voglia di conoscere territori, zone di produzione, vignaioli e racconti di vigna e vita. Qui la sfida si giocherà tramite l’incoming, portare a conoscere, così il fascino di ogni territorio diventerà la grande opportunità dell’export del vino.
Non sottovalutiamo inoltre i mercati in continuo “fermento” come quelli dell’est Europa, che seppur instabili in quanto sono alla ricerca di continue novità si stanno consolidando a politiche più ordinate, facilitate dalle nuove legislazioni che da mercati “fai come vuoi” stanno regolamentando con norme e leggi specifiche per l’import e la distribuzione dei vini.
Poi il Nord Europa, che sembra freddo e poco attrattivo, invece pian piano sta diventando una buona frontiera per l’export del vino, con mercati che vanno studiati ed adattati alla richiesta dei consumatori, meandri legislativi unici ma non impossibili per consumatori dalla grande richiesta.
L’America del nord, che nelle parole mette tanta paura, i dazi imposti, un giorno si l’altro forse, rimane comunque il più grande mercato al mondo sui consumi, food & wine in primo luogo. La gente vuole mangiare e bere europeo, anche se sembra che tutto remi contrario, invece è il mercato dove puntare “doppio”, con nuove reti commerciali, nuove idee di marketing a supporto dei distributori. Dobbiamo arrivare al cuore del cliente tramite le nuove opportunità di comunicazione, questa la vera frontiera del mercato americano.

Ritengo che il “Rating”, la valutazione, la valorizzazione e la promozione come ogni giorno facciamo alla Zosimo Wine Critic è un’arma di evoluzione, e sarà la base culturale di sviluppo per i mercati. Ad ogni punto di valutazione bisogna affiancare la conoscenza, la spiegazione, nuovi modi di comunicare per arrivare al calice del consumatore, alla sua scelta davanti ad uno scaffale dell’enoteca. Ogni consumatore deve essere accompagnato dalle parole di un sommelier al ristorante, del venditore, agente, importatore, distributore che ogni giorno come noi ama questo mondo enoico.
Ci saranno tante novità quest’anno, l’incremento della nazioni dove siamo presenti passeranno dalle attuali 34 a 50, continueremo a comunicare in 9 lingue, affiancheremo tanta ma tanta tecnologia, nuovi programmi web e social, nuovi programmi di sviluppo internazionale per essere vicini ad ogni vignaiolo che con amore produce e vuole fare export nel mondo.
Ecco perché quest’anno sarà un grande anno, i mercati ci aspettano e se il vino chiama… noi ci saremo.
Buon 2026
Ad maiora,
Zosimo