Un mondo in pieno fermento, da una parte guerre che non si apprestano a finire, dall’altra dazi che salgono oppure scendono, tutto accompagnato da una visione di insicurezza.
La Pasqua è un momento di riflessione ma sicuramente un momento di resurrezione.
A noi piace vedere il lato positivo delle cose, eccone alcune:
America: un continente che con le sue ambiguità rimane il nostro punto di riferimento, dazi o non dazi, serviva riassettare e rimodellare processi di business, affiancare nuove proposte, pensare a nuovi linguaggi ma soprattutto rivedere il nostro modo di operare, pensare all’americana e, da uno “stop and go”, ripartire.
America del Sud: qui le cose entrano in fermento, pur con un accordo Mercosur al palo, il processo di richiesta di vino si attiva: nuovi player messicani brasiliani ed argentini si presentano con richieste attive ed innovative dove la cultura e la conoscenza dei territori diventa il traino importante.
Europa: un remix generale, stati che fossilizzati su alcune regioni italiane ed alcune nazioni straniere, rimescolano le esigenze e chiedono sempre più vino diverso, presentazioni, nuovi linguaggi, nuovi modi di approcciarsi, ma soprattutto rivedono le dinamiche di acquisto per consumatori sempre più esigenti.
Europa dell’Est: area dalla continua primavera del vino, aree non consolidate del tutto ma in pieno fermento, nuove richieste di vino non si accompagnano con continuità sul mercato ma la nascita continua di nuovi player e la scoperta di nuove zone di intervento, fanno crescere il continuo interesse per il vino e la sua cultura.
Africa: la nuova frontiera, il nuovo modo di presentare vino, dinamiche diverse da quelle a cui ci ha abituato parte del mondo, ma allo stesso tempo un nuovo modo di “imparare” a comunicare, presentare, valorizzare e promuovere il vino in un continente in enorme crescita.
Asia centrale: forse la più dinamica ed attiva, il futuro della risoluzione della “crisi” del vino, volumi sempre più interessanti e taglio dei dazi sempre più consistente ad avvalorare come i mercati richiedono sempre di più e le persone sono assetate di conoscenza. Ogni mercato richiede attenzione diverse, ogni nazione ed alle volte, anche nella stessa nazione, il comportamento e le strategie cambiano radicalmente, ma adeguarsi è il nostro primo obiettivo, segue che la parte culturale e di informazione sia la base di tutto.
Asia: cultura diversa e modo di approcciarsi l’hanno fatta ridurre, nel tempo, come piazza di “prezzo” e non di qualità. Tutto questo è quanto di più errato: i paesi asiatici hanno bisogno di una cultura asiatica e non europea. La richiesta di “prezzo” ne è stata la conseguenza e infatti la mancanza di dialogo ha ridotto il tutto alla sola commercializzazione. Un’area, però, che va affrontata con coscienza e nuovi modi di pensare: servono più corsi in Europa che corsi europei in Asia, serve più imparare la loro cultura che diffondere la nostra.
Area Australiana: la stessa lingua del vino, lo stesso popolo che del vino ne fa l’essenza, basta ricordare che i nostri emigrati furono i primi viticultori, che le città portano tanti nomi italiani e che bere un calice insieme significa condividere storia e cultura. Ma soprattutto bisogna ricordare che il vino europeo è il sogno di ogni cittadino: approcci, nuove formule, nuove dinamiche sono alla base di un mercato che parla la nostra stessa “lingua” enoica.
Una lettura lunga che spero abbiate accolto con attenzione, sperando che porti a una riflessione positiva per ognuno di noi, perché la Pasqua sia veramente di resurrezione.
Ogni giorno dell’anno con il nostro rating e con le valutazioni e valorizzazioni che mettiamo in campo in ogni parte del mondo aggiungiamo qualcosa che tutti noi amiamo e che insieme a voi condividiamo.
Buona Pasqua da Zosimo.